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martedì 2 settembre 2008

Vita e amori di una diavolessa di Fay Weldon



Senza gli infingimenti dettati dalla bontà, dal pietismo, dalle proiezioni maschili in corpi di donna, Fay Weldon scrive un romanzo di pura vendetta. Storia d’una moglie onesta, tradita dal marito infedele e da un mondo barbaro che l’addita come goffa, incapace e maldestra, si trasforma spiritualmente e fisicamente nell’incarnazione di un diavolo: la dolce bellezza della seduzione femminile. Sorretta da una nuova lucidità e da una forza di volontà impareggiabile, a poco a poco tutti i torti vengono riparati, il piano si dispiega, gli ingiusti umiliati, i traditori incarcerati, i bigotti convertiti ai piaceri della carne, i figli abbandonati, il familismo disintegrato. Quanto è debole, la gente. Accetta supinamente quel che càpita, come se davvero ci fosse il destino e non, semplicemente, una vita con cui azzuffarsi. Una cattiveria di cui si sentiva il bisogno...

giovedì 28 agosto 2008

La casa di ghiaccio di Serena Vitale

La casa di ghiaccio è un'immagine della Russia del passato (XVIII e XIX secolo) e insieme un atto lucido, d'impietoso amore per la terra divenuta, dopo tanti anni di consuetudine con i suoi massimi scrittori, seconda patria spirituale dell'autrice. Lasciati sullo sfondo, quasi comparse, i grandi protagonisti della storia, Serena Vitale ridà vita a una variegata folla di personaggi apparentemente marginali nelle cui gesta, l'"anima russa" si rivela con l'evidenza dell'incubo o della follia. Il libro è basato su documenti e rigorose ricerche storiche, a dimostrare i misteriosi e complessi rapporti tra verità dei fatti e finzione romanzesca.
Io sono giunta alla conclusione che i nobili russi dell'epoca erano veramente fuori come dei citofoni! Chissà se anche da noi succedevano le stesse cose!? E' un libro divertente, ma non eccessivamente leggero, perché nonostante si capisca che i racconti sono stati romanzati, risulta evidente che le storie narrate sono proprio vere.

lunedì 25 agosto 2008

Lettere a un bambino mai nato di Oriana Fallaci


Scritto nel 1975 in seguito alla perdita di un figlio, Lettera ad un bambino mai nato è un libro di non più di cento pagine, in cui Oriana Fallaci riesce a condensare il travaglio di una donna di fronte ad una maternità inaspettata. È un libro complesso, del quale il titolo suggerisce solo l'epilogo drammatico. Il lettore può esserne ingannato, e aspettarsi fin dalle prime pagine di assistere allo sfogo femminista di chi vuole far valere e imporre una posizione. In realtà non è così. Il libro ha il pregio di trattare un tema spinoso come quello dell'aborto lasciandolo però sullo sfondo, facendo emergere, invece, il tema centrale della maternità, che si snoda attraverso il dialogo di una donna con il bimbo che porta in grembo.
E' un libro che fa riflettere, scritto nel tradizionale stile della Fallaci, però fa venire anche ulteriori dubbi su come ci si dovrebbe comportare nel caso di una gravidanza non desiderata. Io credo che ogni donna sappia che cosa è giusto fare in quel momento, solo quando si trova in quella determinata situazione e qualsiasi sia la decisione, rimane sempre un trauma e quindi non vanno mai espressi giudizi.

venerdì 13 giugno 2008

City di Alessandro Baricco

Questo libro di Baricco mi ha spiazzata, perché me lo aspettavo simile a Seta e invece, niente a che fare. Inizialmente non capisci dove l'autore voglia arrivare. Ci sono tante storie che non si intrecciano nemmeno e allora non capisci dove voglia andare a parare e sembra che il romanzo non decolli mai e invece con l'andare avanti della narrazione, il libro si fa interessante e quando finisce ci rimani anche un po' male. Il protagonista Gould è un ragazzino prodigio, ha tredici anni e frequenta l'università e gli hanno predetto che vincerà il Nobel, ha due amici Diesel e Poomerang, Diesel è un gigante, Poomerang è un ragazzo senza capelli ed è muto, ci sente ma non parla, i due hanno un solo difetto sono immaginari.
"Shatzy Shell è un'avvenente signorina che gira con un registratore perché il suo sogno è fare un western e ogni volta che le viene in mente qualche scena o qualche personaggio li incide su nastro, diventerà la governante di Gould e diverrà amica quindi di tutti e tre.

Gould ha un paio di hobby oltre agli studi, è un appassionato di boxe, ascolta la radio ogni volta che va in bagno e gli piace guardare le partite di calcio stando al bordo del campetto di gioco assieme al professor Taltomar grande esperto del regolamento, i due guardano senza mai intervenire, anche se la palla carabola vicino a loro e gli viene richiesto di rimandarla in campo. Il loro motto è "o guardi o giochi!". Poi c'è il papà di Gould, un generale che semte il figlio solo per telefono. La madre di Gould è partita, non vi dico per dove...

sabato 31 maggio 2008

Il giorno in più di Fabio Volo


Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta e se la ritrova davanti il giorno dopo e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo e parte all'inseguimento di un sogno. È l'inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L'amore, l'amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela di tutti i grandi temi... Carino anche questo libro di Volo. Bravo, sei veramente uno scrittore.

domenica 25 maggio 2008

H. di Andrea Ferrari


Tutto può accadere ad H. E tutto accade, perché H è un posto strano. Un'isola, certo, ma anche due mondi in uno, divisi a orari fissi dal gioco delle maree. Un avamposto dei sogni, un granello di terra ai confini tra il sonno e la veglia. Come i suoi abitanti, che su quel confine vivono in equilibrio instabile, ingaggiando schermaglie coi propri desideri e con le proprie fantasie voraci che s'intrecciano alla storia, la loro e quella dell'isola. Una storia popolata da reduci di Waterloo col bernoccolo degli affari, da pittori-avventurieri, da albergatrici che s'innamorano con una parola e dalle loro figlie bellissime, perdute e poi ritrovate; da uomini che hanno bisogno di essere svegliati ogni giorno dalla voce degli angeli e da uomini che a svegliarsi non ci riescono più, prigionieri di un limbo per dormienti senza ritorno. E' un libro bellissimo che ha comprato mio marito e che mi ha poi consigliato di leggere. L'ho letto troppo velocemente e in due giorni l'ho finito. Adesso cosa leggo?

giovedì 22 maggio 2008

Il triestino James Joyce Francescoli di Guido Jalil


Anche questo libro, come spesso mi succede, giaceva sugli scaffali della mia libreria da 10 anni, quando mi fu regalato dall'editore che ho conosciuto per caso, mentre cercavo delle idee per la mia tesi. Si tratta della storia di James Joyce, un triestino che si chiama così perché suo padre era stato il dentista dello scrittore irlandese e quando suo figlio era nato, l'aveva battezzato con il nome e il cognome dell'autore. Questo nome sembra segnare il suo destino e come una sorta di nuovo Ulisse si innamora di una donna tedesca durante la guerra, cerca rifugio in America Latina, dove si stabilisce con una donna indigena, ma continua a pensare al suo grande amore e impazzisce. Nei suoi deliri non smette mai di cercarla concretamente, finché la trova e la convince a raggiungerlo. La scrittura di Jalil è una scrittura difficile e contorta. Anche se la storia non è male, talvolta è difficile seguirlo e risulta un po' pesante.

lunedì 19 maggio 2008

Gli Ebrei


Gli ebrei sono caratterizzati dall'aspirazione a essere un popolo unito, ma hanno sempre conosciuto divisioni e separazioni interne; è un susseguirsi di persecuzioni, che tuttavia non hanno piegato la forte identità collettiva. Attraverso la religione e i riti, le tradizioni e le vicende storiche, l'autore spiega le ragioni della specificità ebraica e mostra il grande contributo di un popolo che ha contribuito a fondare e sviluppare la cultura occidentale. Finalmente ho capito qualcosa di più sulle mie origini, sulla mia religione, sui miei antenati e devo dire che sono veramente fiera di appartenere a questo popolo. Ancora non riesco a spiegarmi il perché delle tante persecuzioni nel corso della storia e perché ci sia tanta ignoranza intorno all'argomento, perché bisogna sempre spiegare perché sono ebrea, io mica chiedo come mai sei cattolico? Sì, è vero siamo di certo una minoranza, però... E lo sapete che gli unici paesi in cui non ci sono mai state discriminazioni nei confronti degli ebrei sono la Danimarca e la Bulgaria? Quando si parla di leggi razziali, penso sempre a un'epoca molto remota e invece ci si riferisce a pochissimi anni fa e non mi riferisco solo alla seconda guerra mondiale. Lo sapete che in Italia fino al 1980, c'era l'OBBLIGO per gli ebrei di essere iscritti a una comunità ebraica? Ma dico, stiamo scherzando? A cosa serve? A rintracciarci meglio in caso di una nuova persecuzione? Beh, male che vada io emigro in Israele dove ho DIRITTO alla cittadinanza e alla casa. Tiè!

mercoledì 14 maggio 2008

Credere di Paolo Legrenzi


Se non credessimo nelle cose, in noi stessi e negli altri, la nostra vita sarebbe impossibile. Le nostre azioni sono infatti molto più spesso basate su credenze, stime ingenue di probabilità o forme di fiducia, che non su pensieri ancorati a certezze. Ma cosa succede nella testa della gente quando dice "credo in te" o più banalmente "credo che pioverà"? E in che modo opinioni, credenze e aspettative collettive si amalgamano con le emozioni fino a generare paure o speranze? L'autore ci spiega i meccanismi del credere in tutte le sue forme, da quella individuale a quella collettiva, fino a quella patologica del sottocredere degli scettici o del supercredere di creduloni e fanatici. Un viaggio attraverso il modo di funzionare più naturale della mente umana. Questo saggio mi ha "ingannata" per la copertina che ritrae due monaci buddhisti, quindi mi aspettavo un trattato filosofico sui credo religiosi. In realtà si tratta di un saggio sul credere dal punto di vista cognitivo e la cosa più importante che ho scoperto (ho scoperto l'acqua calda?), è che chi crede, non solo in un Dio, ma più in generale chi crede (che una cosa possa succedere, per esempio) ha più probabilità che questa cosa possa succedere, perché senza volerlo già si comporta come se quella cosa fosse già successa o stesse per accadere. E questo è stato provato scientificamente. Poi l'autore scrive anche che chi non crede, si ammala più facilmente di depressione, è più triste, ma più saggio, perché in realtà vede le cose da un punto di vista più obiettivo rispetto a chi crede, ma questo chiaramente, non gli dà una visione molto allettante della realtà. Durante la lettura ho fatto un test proposto dall'autore in cui bisognava rispondere a delle domande e ho risposto come solo l'1% delle persone risponderebbe... Devo preoccuparmi? Sono "strana"?

martedì 6 maggio 2008

L'ebraismo per principianti di Charles Szlakmann



Con i suoi disegni e il suo testo Charles Szlakmann è riuscito a esporre in questo libro i princìpi e i riti dell'ebraismo con tale umorismo e semplicità che anche il lettore meno esperto lo leggerà tutto d'un fiato e lo chiuderà con la certezza di aver capito tutto. Questo è quello che si legge su Internet su questo libro, che effettivamente è molto carino e si legge molto velocemente, perché è a fumetti e perché è anche divertente. Ma io qualche domanda ce l'ho ancora. Come si pronuncia l'ebraismo sull'omosessualità? Per deduzione, un uomo e una donna fanno la volontà di Dio se si creano una famiglia e fanno dei figli. Ma se due uomini adottano un bambino, non è lo stesso una famiglia? E se due donne fanno un bambino, è una famiglia ugualmente? Come funziona per l'adozione? Il bambino è ebreo anche se non si sa chi sia la madre? I metodi contraccettivi sono autorizzati in caso di malattia, guerra e carestia. E l'aborto? Sicuramente se sono malata e ne va della mia salute, posso praticarlo. Ma in caso di guerra e carestia, la regola vale come per i contraccettivi o avrei dovuto usare i contraccettivi per non rimanere incinta? E se il bambino che nascerà è sicuramente malato? Boh! Devo studiare ancora molto per trovare risposta a questi quesiti....

domenica 20 aprile 2008

L'uomo di Londra di Georges Simenon


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La cabina di vetro di Louis Maloin - ferroviere addetto agli scambi - è l'occhio col quale, notte dopo notte, egli scruta ossessivamente la città e il porto, mettendo a fuoco dettagli minimi, impercettibili. Come l'uomo con l'impermeabile grigio e la sigaretta tra le labbra in attesa sulla banchina. E l'ombra che, dal traghetto, gli lancia una valigetta. Dettagli minimi e fatali: perché l'uomo in grigio sta per uccidere, freddamente, brutalmente, il suo compagno. E' un libro che mi ha ricordato vagamento "Lo straniero" di Camus, soprattutto nel momento in cui il protagonista diventa assassino. E' questo che fa paura della natura umana. Un giorno sei una persona rispettabile e il giorno dopo, a causa di una serie di sfortunati eventi, tutto cambia....

martedì 15 aprile 2008

Doppio sogno di Arthur Schnitzler



Questa affascinante novella, dalla quale Stanley Kubrick ha tratto il suo ultimo film Eyes Wide Shut (1999), introduce il lettore nel mondo ovattato e sicuro di un giovane medico viennese e della moglie, improvvisamente coinvolti in una serie di tradimenti vissuti a livello puramente mentale. Un quieto menage matrimoniale viene così, vivacizzato e turbato sino ad attraversare una crisi profonda. Raccontandosi a vicenda le trasgressioni vissute o sognate, i due coniugi rivivranno consapevolmente la loro voglia di sincerità, ritrovando infine se stessi.
Sì, è un romanzo carino anche se il finale è un po' brusco. Francamente, forse non sempre è un bene essere sinceri...

mercoledì 9 aprile 2008

Piccolo manuale sull'odio di Andrea Dalla Corte



L'odio è un sentimento che da sempre fa parte dell'uomo. È il nero della sua anima, il lato oscuro, lo sporco che teniamo solo per noi. Ma il nero è pur sempre un colore della tavolozza della vita, esiste e in quanto tale non possiamo far finta che non ci sia. Primo è un ragazzo normale e piano piano si rende conto che tutto il mondo è cosparso di quel sentimento a lui sconosciuto. Primo ha sempre ricevuto le cure costanti e continue di sua madre, che lo hanno sempre isolato dal dolore e dall'odio. Anche i bambini conoscono l'odio, lo provano e non se ne vergognano, perché non può esistere amore senza la consapevolezza dell'odio. Primo (solo di nome, perché altrimenti non è primo in nulla) è un ragazzo normale, forse più che normale un ragazzo X, di quelli che non ti giri a guardare, che non ti accorgi se esiste o meno. Non sa bene quello che vuole o forse non se lo è mai chiesto. E’ convinto di vivere la sua vita nel modo migliore, finché si accorge che il Mondo con le sue false apparenze e sicurezze lo ingabbia e... Trovata davvero geniale questa di Andrea Dalla Corte. Lo conosco personalmente e mi ha fatto un certo effetto pensare che lo abbia scritto lui questo libro. Lo stile è scorrevole, la lettura è piacevole, la storia non è scontata anche se mi ha ricordato un po' la modalità narrativa di "American Psycho", ma la prima cosa che ho pensato è che il nostro Andrea non ha proprio nulla da invidiare a tanti scrittori famosi, pubblicati da case editrici maggiori, complimenti e fammi sapere quando scriverai il prossimo romanzo, che lo compro.

domenica 6 aprile 2008

Harry Potter e i doni della morte di J. K. Rowling


"Mi apro alla chiusura": è uno dei tanti enigmi lasciati da Silente con cui Harry Potter deve confrontarsi in questo ultimo, settimo libro. E la saga stessa, giunta alla sua conclusione, si apre a sorpresa su nuovi mondi, nel passato e nel futuro: getta la luce della meraviglia su dettagli, personaggi ed eventi che sembravano già noti, rivelandone segreti e significati profondi. Insieme a Harry, nella sua disperata ricerca della verità, un caleidoscopio di avventure apparentemente già vissute, piccoli fatti e grandi eventi, seguendo il filo della consapevolezza che si dipana e si acuisce in un crescendo di emozioni, colpi di scena, perdite e conquiste. Insomma, il maghetto che tanto mi aveva appassionato, finalmente se ne va. Dico finalmente, perché nonostante la Rowling sia veramente brava, sia nella narrazione, sia nello stile, sia nella fantasia, io non ne potevo veramente più di Voldemort e compagnia bella, di Harry che sta sempre male e che passa da eroe nonostante il lavoro più sporco lo facciano sempre i suoi amici. Meno male che almeno in questo ultimo episodio non ci siamo dovuti sorbire di nuovo tutte le regole del Quidditch! Comunque, cara Rowling, veramente complimenti per la genialità. Se anziché scrivere quei miei racconti del cavolo, come dice mio fratello, riuscissi a inventarmi una storia di questo tipo.... NON VI RIVOLGO PIU' LA PAROLA E ME NE VADO IN GIRO PER IL CORSO D'AUGUSTO CON LO SCETTRO E IL MANTELLO DI ERMELLINO!!!

mercoledì 12 marzo 2008

Albus Edizioni


Allora, segnatevi questa data: Sabato 15 marzo alle ore 21 presso la libreria Interno 4, che si trova nella piazzetta dietro il ristorante macrobiotico in centro, ci sarà un incontro con la neonata casa editrice Albus Edizioni di Napoli. Saranno presentati i due libri, antologie di racconti "Corrispondenze di sensi" e "Scooter.. con le ali ai piedi" nelle quali sono stati pubblicati due miei racconti. Saranno presenti alcuni autori (tra i quali la sottoscritta). Il relatore è Andrea Dalla Corte.

Interno 4-Indipendentemente
Via di Duccio 26
Rimini Centro
Tel e fax: 0541 78 49 48
indipendentemente@interno4.com
http://www.indipendente-mente.it/

mercoledì 27 febbraio 2008

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani



Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello "Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai". Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage. Nel complesso è un bel libro, però mi aspettavo un romanzo molto più avvincente dai racconti che mi erano stati fatti su questo personaggio, che non manca di certo di interesse. Lo stile talvolta zoppica un po' e in alcuni punti le storie sono ripetitive e di conseguenza noiose. Sì, è un libro da leggere sotto l'ombrellone, ma la mia opinione è che questo autore sia stato un po' troppo esaltato, senza offesa...

venerdì 25 gennaio 2008

Ansia. 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente di Andrea Fiorenza

Questo libro fornisce specifiche strategie pratiche, semplici ed efficaci per combattere disturbi comuni e molto diffusi come ansia, depressione, fobie, ossessioni, che compromettono il naturale corso dell'esistenza di un grande numero di persone. L'ansia è una reazione umana comune: a livelli moderati, è un'emozione sana, un'attivazione dell'organismo che serve a stimolarci e motivarci, che ci spinge ad affrontare situazioni problematiche o di pericolo, applicando il nostro ingegno alla ricerca di soluzioni. Tuttavia in dosi massicce può diventare un problema serio. La linea di confine tra la normalità e la patologia risiede nella quantità, spiega l'autore, psicologo e psicoterapeuta e io ne so qualcosa. Per esperienza so che tecniche come queste funzionano, ma so anche che devono essere personalizzate da un buon terapeuta, perché per ognuno di noi si tratta di una cosa diversa e soprattutto bisogna crederci e avere la costanza di applicare le tecniche così come ci viene insegnato affinché funzionino. Spero che non ne abbiate bisogno, ma in caso....

martedì 15 gennaio 2008

Alta fedeltà di Nick Hornby



Si può dividere l'esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Tormentato da questi non lievi problemi esistenziali ed esulcerato dalla perdita della ragazza che lo ha lasciato per il vicino di casa che era il loro zimbello, dalla gelosia, dal desiderio, Rob se ne va in giro per la Londra dei pub e della musica d'avanguardia, spesso divagando e svagandosi con esercizi mentali decisamente gratuiti anche se molto impegnativi. Ad esempio, si diverte a stilare classifiche - i top five di ogni tempo - su tutti i possibili argomenti: i migliori film, i migliori libri, i migliori complessi musicali, le migliori canzoni, persino le più grandi fregature amorose (le sue, naturalmente; ne ha avute parecchie). Appassionato, commovente, amaro, ma anche e soprattutto ironico, anche e soprattutto divertente, Alta fedeltà mette felicemente in scena le avventure, gli amori, i sogni, le disillusioni di una generazione (di trentenni) già piuttosto provata, ma ancora piena di voglia di vivere.

giovedì 10 gennaio 2008

Per chi fosse interessato


Corrispondenze di sensi e Scooter... con le ali ai piedi sono le due raccolte di cui vi ho già parlato dove sono stati pubblicati i miei racconti.

Chi fosse interessato ad acquistare questi libri a Rimini, può trovarli presso la libreria Interno 4, che si trova nella piazzetta dietro il ristorante macrobiotico in centro.

Interno 4-Indipendentemente

Via di Duccio 26

Rimini Centro

Tel e fax: 0541 78 49 48

indipendentemente@interno4.com

http://www.indipendente-mente.it/

lunedì 31 dicembre 2007

Sì, no, Miami - Lisa Festa

Ho avuto il piacere di conoscere questa splendida e giovane ragazza l'estate scorsa a uno stage di bioginnastica. Il suo vero nome è Lisa Trevisan. Tutti la chiamano Lisa Festa per la sua gioia di vivere e la sua perenne voglia di far festa e sotto questo pseudonimo ha scritto e pubblicato il suo primo libro. Si tratta di un racconto autobiografico e la storia è veramente toccante.
Il sottotitolo del libro è "La mia storia dai tacchi a spillo all'ictus e ritorno", perché proprio di questo parla il libro. Una sera Lisa esce con sua sorella per far festa e viene colpita da un ictus. Quando si sveglia dal coma le uniche parole che riesce a pronunciare sono Sì, no, Miami. E qui comincia la sua "avventura" durante la quale conoscerà un sacco di persone (tra le quali Umberto Bossi), crescerà e cambierà profondamente. Lo stile è giovane, vivace e frizzante come lei. Ora le resta solo il braccio destro (che ho avuto l'onore di massaggiare) da mettere a posto, ma con la sua grinta sono certa che ce la farà. In bocca al lupo Lisa! E' proprio vero che bisogna stare veramente male, per capire quanto si stia bene, quando si sta bene...